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BREVE STORIA DEL LIBRO MAGICO DI ANDREA BOCCIA (PARTE PRIMA)

BREVE STORIA DEL LIBRO MAGICO DI ANDREA BOCCIA (PARTE PRIMA)

BREVE STORIA DEL LIBRO MAGICO DI ANDREA BOCCIA (PARTE PRIMA)

17/01/2022

BREVE STORIA E ALCUNE RIFLESSIONI SUL LIBRO MAGICO. 1


di ANDREA BOCCIA.


All’inizio del XVII secolo, una compagnia di sette giocolieri-prestigiatori Bengalesi si esibisce alla corte dell’ Imperatore Johangir, questi artisti vennero invitati grazie alla fama che li aveva preceduti. Mostrarono 28 effetti che stupirono la corte dell’Imperatore. Uno degli effetti il ventottesimo fu quello che sorprese di più, e fu l’effetto del libro magico, questo prodigio incantò tanto da lasciare un segno evidente di meraviglia che l’Imperatore stesso a obbligò la corte a donare un’offerta da mille rupie in su. ( più sotto troverete una descrizione di questo effetto).2



Poco noto è che anche il ventiduesimo mistero, molto probabilmente è un antenato del libro  magico.3 Provate a immaginare di avere un libro che può trasformarsi in qualsiasi testo vogliate, forse è il desiderio di ogni lettore compulsivo, se un libro potesse ogni volta che lo si apre trasformarsi nell’ autore che in quel momento state pensando si potrebbe parlare di un libro magico, un libro che può leggervi nella mente, contenere misteriosamente un’intera biblioteca e…occupare poco spazio. Probabilmente forse era questa l’idea alla base del libro magico, perlomeno in oriente, come si legge da queste parole tratte dalle Memoirs of the Emperor Johan-gueir nel ventiduesimo esperimento:


They brought the Koulliaut-e-Saady, or works of Saady, and in my presence deposited it in a small bag, of course previously examine; they drew out the book, and it had been trans-formed into the Diwaun of Hafez; and the latter being replaced in the bag, it was Tlrawn out again as the Di-waun of Siiliman.This was repeated many times, and every time a work was drawn out differ-ent from that which was last returned into the bag.4


In questo caso si ha una trasformazione poetica in senso letterale, il libro di un poeta noto anche con il nome Sa’di Shiraz, si trasforma in un altro libro di poesie, completamente diverse, Il canzoniere di Hafez, un poeta che parla di amore, di ubriachezza, e poi si trasforma di nuovo e cosi via, apparentemente all’infinito. Trovo questa presentazione particolarmente suggestiva, prima di tutto il pubblico conosceva bene la differenza tra un poeta e l’altro, altrimenti la magia non sarebbe stata percepita. In secondo luogo, con questa illusione il libro magico sembra possedere una conoscenza infinita, come se al suo interno esistesse una enorme biblioteca. Oggi potrebbe apparentemente farci pensare ai moderni lettori di libri virtuali. In più questi poeti Persiani all’interno di un trucco d’illusionismo nelle mani di artisti bengalesi, sembrano aiutarci a comprendere meglio che, anche nel caso della magia, la cultura araba è stata parte dei continui scambi tra oriente e occidente.5



D . P r i c e , Ǧ a h ā n g ī r ( M o g u l r e i c h , K a i s e r ) , M e m o i r s o f t h e E m p e r o r J o h a n g u e i r , O r i e n t a l T r a n s l a t i o n F u n d , 1 8 2 9 .

p p . 10 3 - 1 0 4 .


Ventotto. Loro mostrarono un libro vuoto della più pura carta bianca, che mi fu dato nelle mie mani, per mostrare che non conteneva né figure né pagine colorate o qualsiasi altro, della qual cosa ero soddisfatto e anche tutti intorno a me. Uno degli uomini ha preso il volume in mano, e la prima volta aprendolo ha mostrato una pagina di colore rosso brillante cosparso di oro, formando una tavola splendidamente elaborata. Aprendo il libro di nuovo sfogliandolo ha mostrato un bel azzurro cosparso nella stessa maniera e mostrando ai margini un numero di uomini e donne in vari atteggiamenti Il giocoliere poi ha trasformato e mostrando sfogliandolo di nuovo un colore di tessuto cinese e spruzzato nello stesso modo con l'oro; ma su di essa sono stati dipinti gli allevamenti di bovini e leoni, ritraendo le vacche in un modo che non ho mai osservato in tutti gli altri quadri. Nello sfogliare di nuovo fu mostrato era di un bel verde, allo stesso modo in polvere d'oro, sul quale è stata rappresentata con colori vivaci un giardino, con numerosi cipressi, rose e altri arbusti fioriti in piena fioritura, e in mezzo al giardino un elegante padiglione. Il prossimo cambio mostrato era di colore arancione nella stessa maniera in polvere d'oro, sul quale il pittore aveva delineato la rappresentazione di una grande battaglia, in cui sono stati visti due re avversari impegnati nelle lotte di un conflitto mortale. In breve, a ogni svolta di pagina un colore diverso, scena e azione, è stata mostrata, in effetti molto gradito a vedersi. Ma di tutte le prestazioni, quest'ultimo del volume di carta, è stato quello che mi ha offerto la più grande gioia, tante belle immagini e cambiamenti straordinari sono stati fatti apparire, devo confessare la mia totale incapacità di fare giustizia nella descrizione. Posso solo aggiungere che anche se ho assistito e avuto spesso nella corte di mio padre tali prestazioni non ho visto o sentito di qualsiasi cosa mostrata così strana e meravigliosa, come è stata esibita con così facilità apparente da questi sette giocolieri. Infine li ho lasciati andare con una donazione di cinquantamila rupie, con l'intimazione che tutti i ameirs della mia corte contribuiscano ognuno a dare da mille (rupie) in su [a questi artisti], con qualcosa in proporzione. (libera traduzione).




In questa stampa si può avere un idea chiara di come erano alternati i tagli delle pagine. G. Cardano, De Subtilita-te,...p.342 in questa pagina (immagine sopra), si trova la più antica testimonianza fino a ora trovata sul libro magico. 


Mentre in oriente il libro magico crea uno stupore profondo e ricco di riferimenti letterali e iconografici, in occidente come vedremo, pian piano diventa altra cosa. Tra i primi a cui si attribuì l’invenzione del libro magico vi fu un certo Clarvis, uno dei prestigiatori che fecero da “consulenti” a Reginald Scot per il suo The Discoverie of witchcraft, Juggling a kind of witchcraft. Nel paragrafo: the invention of clarvis. 6 In realtà il libro magico si conosceva già in Francia pubblicato nell’opera di Prevost 7 un anno prima del The Discoverie of witchcraft di Scot ma forse la più lontana testimonianza di questo magico attrezzo è di metà cinquecento, la si trova nelle parole di Cardano nel suo. De Subtilitate,8 l’autore di questo prodigio è un prestigiatore spagnolo un certo Damautum, Cardano descrive l’effetto in questa frase “…formas varias in uno eodemque libello ostendunt…” 9 Probabilmente il principio è molto più antico, retrodatare la nascita di questo attrezzo con la nascita della stampa credo sia un errore di valutazione, si confonde in questo modo l’oggetto con il principio che crea l’illusione, senza considerare che le figure possono essere dipinte a mano. La conferma che il libro poteva esistere al di fuori della stampa la si può avere anche dalla stessa descrizione all’interno dei libri che insegnano a costruirlo con mezzi semplici.



LA PRESENTAZIONE “The magic effect is the difference between the initial con-dition and the final condition”. Arturo De Ascanio (1929-1997).10 Le formule magiche sono state parte integrante dell’esibizione, non solamente come testo di accompagnamento, ma utilizzate per sottolineare il Cambiamento. La formula magica era parte del gesto magico, era l’accento fisico o più semplicemente il “Clic “.11 In sostanza quest’accento che un tempo era sottolineato da una formula magica (e da un gesto), rileva il cambiamento (di stato, luogo o forma ) in una determinata magia. E’ un accento fisico o verbale che serve per evidenziare che qualcosa è avvenuto. Nel nostro caso questo gesto era compiuto dallo spettatore soffiando sul libro. Possiamo apprenderlo già dal nome che gli fu dato in Inghilterra (Blow Book), e dal libro di J.White , A Rich Cabinet, with Variety of Inventions Unlock’d and Ope-ned:..., nel quale si trova la seguente frase: whatsoever bloweth on it , it will give the representation of whatsoever he is naturally ad-dicted unto 12



L’importanza di queste sottolineature non è nel testo della formula o nel gesto13 ma nel far comprendere agli spettatori che qualcosa è cambiato. E’ una pausa che ricorda un passaggio da uno stato a un altro. Si passa «attraverso lo specchio» per vedere la trasformazione.


Una prima presentazione del libro magico, la si può trovare nell’ Hocus Pocus Junior 14 il prestigiatore poteva far apparire mostri o creature fantastiche a seconda di che tipo di spettatore aveva davanti, se voleva essere cortese con una signorina al soffio di essa faceva apparire pagine piene di bei fiori, se voleva prendere in giro un signore poteva mostragli mostri dando poi la colpa al libro: …shew them orderly and nim-bly, but a bold and audacious Countenance,(for that must be the Grace of all your Tricks) say, This book is not painted thus, as fome of you may fuppose, but it is of fuch a Property, that who-soever bloweth on it, it will give the Representation of whatso-ever he is naturally addićted unto you, and then turn the Book, and say, See, it's all fair Paper.15



Immagine tratta da:J. Prevost, La première partie des subtiles, et plaisantes inuentions. …In questa stampa si può avere un idea chiara di come erano alternati i tagli delle pagine.



Probabilmente era una presentazione comica, per fare della “vittima” il centro di una commedia improvvisata. Un altro esempio di questo tipo di presentazione lo si può trovare nelle avventure picaresche scritte da H.J. C. Grimmelshausen in Der seltzame Springin-sfeld,(1670), nel quale il protagonista Simplicio mostra in questo particolare episodio una presentazione del libro truccato per arrivare a vendere una polvere “magica”.16 Provate a immaginate l’effetto che può aver fatto, pensateci, un libro che riesce a riprodurre i vostri più profondi pensieri. Forse gli spettatori si saranno chiesti come è possibile? Come possono le nostre paure o desideri viaggiare verso questo oggetto? Basterà soffiarci sopra e in risposta questo libro si animerà e mostrerà i nostri demoni o le nostre virtù. Il mago che è l’animatore di questo oggetto è il custode di questi angeli e demoni.

Questo oggetto che legge la mente degli spettatori.17 Come ricorda lo studioso Tom Gunning:

The blow book possesses a force of fascination that intensifies through a perceptual manipulation, the con-jurors of the nature of Gods cosmos and man place within it.18


Questo è forse quello che doveva sembrare a chi assisteva alla dimostrazione del libro magico cinquecento anni fa di fronte a questo prodigio. Un libro strano che metteva in contatto questo mondo con il mondo dell’occulto, un mondo misterioso.


Qualcosa di simile forse lo ha pensato anche il regista Méliès come ci ricorda lo storico del cinema Colin Williamson:

The blow book’s apparent me-diation between worlds – for example, the living and the dead, the worldly and the oth-erworldy – imbues the device with a transgressive power. We see this articulated play-fully in Méliès’s The Magic Book throught the fact that the magician’s act of bringing the book’s images to life result in chaos. After reveling in the wondrousness of the trick metamorphoses he performs, Méliès quickly lose control over the figures conjured from the book: a potentially violent (albeit hilarious) scene en-sues, which the magician must contain by reversing the trick. 19


Non stupisce che anche l’erudito gesuita Athanasius Kircher avesse nella sua colle-zione di curiosità, un libro magico (vedi sotto) con cui stupiva i suoi compagni e, che Casper Schott descrive, con stupore nel Joco-seriorum naturae et artis, sive magiae natu-ralis centuriae tres.(1664).20




NOTE


1) Questo lungo articolo è stato pubblicato per la prima volta nella rivista A. Boccia, I GRANDI SOGNATORI, 2015.

Altri termini con cui è conosciuto sono anche: Blowbook, Flickbook, Livre Magique, Flickbuch ecc… Ho preferito come scelta personale utilizzare la parola Libro Magico .nel descriverlo.


2) A p.8 il testo e una sua libera traduzione.


3)D.Price, Ǧahāngīr (Mogulreich, Kaiser), Memoirs of the Emperor Johangueir, Oriental Trans-lation Fund, 1829, p.102.


4)D.Price, Ǧahāngīr (Mogulreich, Kaiser), Memoirs…cit. p.102


5) Per avere più informazioni sulla magia araba potete consultare: R. R. Khawam (a cura di), Abd al-Rahmâne al- Djawbari, Le Voile arraché. l’autre visage de l’Islam,Phoébus, Paris, 1979, 2vol; R. Irwin, La favolosa storia delle ‘Mille e una notte’, Donzelli virgola, Roma, 2009; altre informazioni sulla magia orientale si trovano in R. De Ritis, Illusionismi settemila anni di teatro, scienza e religione, Stampa alternativa, Roma.


6) R. Scot, The Discoverie Of Witchcraft, (1584), The Discoverie Of Witchcraft di Reginald Scot: with an introduction by the Rev. Mountague Summers, Kaufman and Greenberg, 1995, nota a lato p.195; Nella stessa pagina Scot continua a parlare di Clarvis e a descrivere l’ effetto con queste parole: I will end therfore with one devise, which is not common, but was speciallie used by Clarvis, whome though I never saw to ex-ercise the feat, yet am I sure I conceive a right of that invention. He had (they/ sale) a booke, whereof he would make you thinke first, that everie leafe was cleane white paper: then by vertue of words he would shew you everie leafe to be painted with birds, then with beasts, then with ser-pents, then with angels, &c. Poco si conosce di questo prestigiatore: W.S. Clarke, The Annals Of Conjuring, The Miracle Factory, Seattle, 2001, p.82. ( prima edizione di questo testo è del 1929, è stato riveduto e ampliamente aggiornato nel 2001); ulteriori informazioni sul testo di Scot si possono trovare in: S. J. Forrester, The Annotated Discovery Of Wi-t c h c r a f t b o o k e X I I I ( R e g i n a l d Scot),Canada,1997; Harry Reeve ha riprodotto il libro descritto nel Discoverie, per utilizzarlo nelle sue conferenze, lo potete trovare con queste indicazioni: H. Reeve, Great Scot, That's Ma-gic!, Magic Circle Headquarters, U.K., 1999. Se cercate informazioni su come era presentata la magia e che tipo di effetti erano utilizzati all’epoca di Clarvis potete consultare:. Butter-worth, Magic On The Early English Stage, Cam-bridge University Press, Cambridge, 2005. 7) J. Prevost, La Première partie des subtiles et plaisantes inventions, comprenant plusieurs jeux de récréation et traits de soupplesse, par le discours desquels les impostures des bateleurs sont découvertes. Composé par I. Prevost,... A. Bas-tide, Lyon, 1584, pp..56-60.


8) G. Cardano, De Subtilitate, De subtilitate libri XXI. - Norimbergae, Joh. Petreius, 1550, p.342; T. Garzoni, Il Serraglio Degli Stupori Del Mondo, (1613), Vaca, 2004, p.228; R.Jay, The Magic Magic Book:…cit.p.2; V. Humber, Fresh breath…cit.p.12-13. 9) R. Jay, The Magic…cit.p.2; T. Gunning, The Transforming image, in: S.Buchan, Pervasive Animation,AFI Film Readers, Routledge, 2013p.57. V.Huber, Geschichten um das flick-buch, Ed.Volker Huber, 2001, pp.12-13 (testo molto utile per ripercorrere la storia del libro magico).: L’ artista Damautum compare nell’edizione del 1554 Damautum vel Dalmagum… “ in: De subtilitate libri XXI, Basileae, Ludovicus Lucius, 1554, p.494; cit. in T. Gar-zoni, Il Serraglio Degli Stupori Del Mondo, (1613), Vaca, 2004,p.230; Per quanto riguarda la figura del Damautum probabilmente si tratta dello stesso J. Dalmao prestigiatore spagnolo, per avere ulteriori informazioni su questo artista si veda: G. Crimi, Illusionismo e magia naturale nel cinquecento, Aracne , 2011.


10) Arturo de Ascanio è stato tra i fondatori, Escuela Magica de Madrid.


11) In Presentation Secrets Il prestigiatore Topas riferendosi al principio del ”Clic “ che deriva dal libro del mimo Claude Kipnis (C. Kipnis, The Mime Book A Comprehensive Guide to Mi-me,1974), spiega l’importanza nella magia, di questo “accento fisico “. Topas riduce a due tipi di accenti: l’accento in partenza (all’inizio dell’effetto) e quello finale (alla chiusura). A Vanish a coin; Try a short contraction of the hand muscles just before you open your empty fist to reveal that the coin is gone! – The Clic is a means of defining the moment of effect”, Topas, Presentation Secrets, 2000, pp.9-15. 12) J. White, A Rich Cabinet, with Variety of Inventions Unlock’d and Opened: for the Rec-reation of Ingenious Spirits at Their Vacant Hours, ...London, William Gilbertson,1651.p.87; Ricky Jay, The Magic Magic Book: An Inquiry Into the Venerable History & Operation of the Oldest Trick Conjuring Books, Designated "blow Books"…, Library Fellows of the Whitney Mu-seum of American Art, 1994. 2 voll.; F. Terpak, Blow Book, in B. M. Stafford, F. Ter-pak, Devices of Wonder: From the World in a Box to Images on a Screen, Getty Publications, 2001,p. 252.


13) I “testi” dei prestigiatori nella manualistica, il più delle volte sono al servizio di ciò che deve accadere, nei primi manuali vi è più un approccio sul tipo “canovaccio” (prendi uno spettatore gli dici questo e fai quest’altro mentre racconti…). Nell’ultimo secolo è cresciuta molto di più la consapevolezza del testo all’interno dell’esibizione. Vi sono anche esempi di libri recenti che inseriscono un testo all’interno del quale avviene qualcosa di straordinario ma lasciano al lettore la scelta del metodo, ad esempio gli effetti creati dallo scrittore Robert E. Neal. Un libro completamente dedicato alla costruzione di un testo magico è: Pete McCabe, Scripting magic, Canada, 2008; alcuni libri con suggerimenti per il testo sono: G. K. Austin, “Practicl Magic” with Popular Patter, Will Goldston, London; W. Dornfeld (Dorny), Trix and chatter; a novelty-serio-comicmagicologue. In three acts and a finale, A. P. Felsman, Chicago, 1921. 14)V. William (attribuito), Hocus Pocus Junior: The Anatomie of Legerdemain; Or The Art of Iugling..., London, 1635.The Project Gutenberg EBook of Hocus Pocus Junior; R. Jay, The Magic…cit.pp.8-9; T. Gunning, The Transform-ing image …cit.p.58. 15) .… mostratelo normalmente e agilmente, ma con fare coraggioso ed audace, come deve essere la norma nel presentare tutti i tuoi trucchi:

per esempio, questo libro non è dipinto così come alcuni di voi potrebbero supporre, ma ha una tale proprietà, affinché chiunque ci soffia contro, esso mostrerà la rappresentazione di tutto ciò che gli è naturalmente gli viene spirato verso di lui, e quindi girate le pagine del libro, e dite, vedete che è tutta la carta a fare questo...(libera traduzione) V. William (attrib.), Hocus Pocus Junior: ...cit.


16) H.J. C. Grimmelshausen, Tearaway (Der seltzame Springinsfeld,1670),Dedalus, London, 2003, pp.56-58. Un approfondito studio su questo testo e lo si può trovare nel magnifico lavoro di V. Huber, Geschichten…cit., pp.3-10; Poi recuperato da: M. Tomatis, La Magia dei libri, Ed. Bibliografica, 2015, pp.11-14; Flick Book, in “Magia” n.17, 2015, pp.118-126. In un precedente episodio Simplicissimus già aveva dimostrato di essere un buon ciarlatano e di saper fare giochi di prestigio con le carte (anche se non descrive quali) dicendo di averli imparati in un precedente viaggio a Parigi. in: Simplicio, ciarlatan, cava quattrini Astutamente a sciocchi e contadini. In H. J. C. Grimmelshausen, L’av-venturoso Simplicissimus, Mondadori, 2 voll., 1954, pp.32-36.


17) Non a caso il libro magico è stato inserito nella storia del book test: M. Maven, A Brief History of Book Tests, “MagicSeen”, 2006; D. Christian, Notes on History of book tests, “Linking Ring”, Vol. 88, No. 4, pp.60-63.


18) T. Gunning, The Transforming image , cit.p.61.


19) Il Libro magico è un’apparente mediazione tra i mondi - per esempio, tra i vivi e i morti, il mondo terreno e l'ultraterreno - questo attrezzo è permeato da un potere trasgressivo. Questo lo vediamo giocosamente articolato nel (film n.d.t.) Il libro magico di Méliès nel modo in cui il mago da vita alle immagini del libro creando il caos. Godendosi la meraviglia delle metamorfosi eseguite nel trucco, Méliès perde rapidamente il controllo sulle figure evocate dal libro: una scena potenzialmente violenta (anche se esilerante) ne consegue, che il mago deve contenere la situazione invertendo il trucco. (l.t.) C. Williamson, Hidden in Plain Sight an archaeology of magic and the cinema, Rutgers University Press, 2015, p.111.) Méliès non è l’unico prestigiatore “prestato” al cinema che dedica un film al libro magico, anche Gastone Velle nel suo film L'Album merveilleux, (Phathé,1905). Per saperne di più: E. Giacovelli, La bottega delle illusioni, Bietti Heterotopia, 2015, Cap.5; C.Williamson,Hidden in plain ...cit. pp.108-118.


20) K. Schott, Joco-seriorum naturae et artis, sive ma-giae naturalis centuriae tres. Nürnberg 1664,p.35; In R. Jay, The Magic…cit.p.91; V. Huber, Geschichten…cit.pp.18-19; T.Gunning, The Transforming image …cit.p.61.