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BREVE STORIA DEL LIBRO MAGICO DI ANDREA BOCCIA (PARTE SECONDA)

BREVE STORIA DEL LIBRO MAGICO DI ANDREA BOCCIA (PARTE SECONDA)

BREVE STORIA DEL LIBRO MAGICO DI ANDREA BOCCIA (PARTE SECONDA)

17/01/2022



IL LIBRO MAGICO DI ATHANASIUS KIRCHER


...Il sogno di Kircher è anzitutto quello di stupire il suo ambiente con il suo sapere quasi universale, pur senza passare per uno stregone: egli denuncia infatti i ciarlatani che si servono dell’ottica per ingannare i creduloni. (da: L. Mannoni, La Grande Arte della luce e dell’Ombra. Archeologia del Cinema, Lindau, Torino, 2000, p.37). A Kircher piaceva meravigliare i suoi confratelli, non stupisce che nella sua collezione di memorabilia si conservasse un libro magico come ci ricorda Schott in questo passo:


Preparare un libro ammire-vole Tra i manoscritti segreti che ho trovato a Roma tra le Adversaria di P. Atanasio Kircher, c'è un libro cosi artificiosamente composto, che mentre le pagine si sfogliano, ogni genere di figura è mostrata, in modo che in una medesima volta non appaiano se non di un solo genere. Non ho potuto affatto comprendere il suo segreto (confesso per la mia ignoranza di questo ingegno) (…), fino a che è stato spiegato più chiaro e diffusamente dopo parecchi anni nel Daniel Schwenter in Delicijs Physico-Mathemat. Par.14. Quaest. 7 legi. Proporrò detto modo in questa proposizione, spiegherò il seguente al meglio con Schwenter. Libro magico dal libro:K. Schott, Joco-seriorum naturae et artis, sive magiae naturalis centuriae tres. Nürnberg 1664. Libromagico tratto da: D. Schwenter, Deliciae physi-co-mathematicae: Oder Mathemat: und Philosophis-che Erquickstunden:... (Libera traduzione a cura di G.P.D.G. da: K. Schott, Joco-seriorum naturae et artis, sive magiae naturalis centuriae tres. Nürnberg 1664, pp. 35-37; si trova anche in: V. Humber, Geschichten um das FLICK-BUCH. Ein Begleitheft zu dem Flickbuch von Horst Antes, Ed. Volker Huber, 2001. 2 voll., pp.16-19).


Il libro a cui Schott si riferisce è: D. Schwenter, Deliciae physico-mathematicae: Oder Mathemat: und Phi-losophische Erquickstunden: Darinnen Sechshundert dreyund Sechzig Schone, Liebliche und Annehmliche Kunststuc-klein, lustgaben und Fragen,... Wie solche uf der andern seiten dieses blats or-dentlich nacheinander verzeichnet



Libro magico dal libro:K. Schott,Joco-seriorum naturae et artis,sive magiae naturalis centuriaetres. Nürnberg 1664.






Tra le persone che più recentemente furono stupite da questo attrezzo e invitate a soffiarvi sopra, ci fu anche Maxim Gorky che ricorda:

He asked me whether I would like to see pictures of Indian cities. He gave me his album and looking at me said: Please look at these pictures of In-dian cities. The album contained pol-ished brass sheets on which were re-produced beautiful views of different cities, temples and other views of In-dia. I looked over the entire album, alternately studying the pictures. Then I closed the album and returned it to the Hindu. He smiled and said: ‘Well, you have see views of India’; than he blew at the album and returned it into my hand inviting me to look at it again. I opened it and to my surprise found only polished plates without any pictured whatsoever. These Hindus are indeed a remarkable people.21    



Forse fu proprio Maxim Gorky tra i primi testimoni che compresero il nesso tra le immagini del cinema

e il libro magico come ha notatolo storico C. Williamson.22


                                                                                                                                                                                                              Maxim Gorky (1868-1936



 Pensateci bene, ora questo libro ha perso la sua aria misteriosa, poiché nel moderno libro magico si ha una magia anestetizzata, ci sono dei disegni puerili che compaiono da fogli bianchi o al massimo si colorano.             

E’ una magia che tranquillizza, non apre porte oscure, non ricorda che un vago mistero, ma l’effetto    che potrebbe suscitare è molto più potente di questo scarso risultato.







  Libromagico tratto da: D. Schwenter, Deliciae physico-mathematicae: Oder Mathemat: und PhilosophischeErquickstunden:...



I PRIMI A VENDERE LIBRI MAGICI.


  Il primo che indica un fornitore di libri magici è Reginald Scot 23 aggiunge un ulteriore indicazione,    dopo aver tentato di spiegare come si costruisce questo libro si rivolge al lettore che potrebbe     trovare scomoda la messa in opera di tale attrezzo, spiegando dove poter comprare un libro magico bello e pronto e fornendo in questo modo l’indicazione del più antico venditore di giochi di prestigio a noi noto:

“…But because perhaps you will hardlie conceive herof by this description, you shall (if you be disposed) see or buie for a small value the like booke, at the shop of W. Brome in Powles churchyard, for your further instruction…” 24



In questo modo facciamo la conoscenza del primo venditore di trucchi di cui ab-biamo memoria il signor William Brome, che stampava e vendeva il Blow book. 25 Più tardi lo stesso tipo di approccio pubblicitario lo ritroviamo nel libro di Henry Dean, The whole Art of Legerdmain,26 nel quale nella terza edizione del 1784, si leg-ge:

This Fear is sooner learn’d by demostrative means than taught by Words of Instruc-tion; so if any person wants to be furnished with these, blow-ing books, they may have them at my shop on Little-tower-hill, aforesaid.27


Quest’arte che per secoli, era scambiata tra gli addetti ai lavori segretamente pian piano si stava aprendo. Da quel momento in poi negozi di magia e cataloghi di meraviglie meccaniche, manuali per imparare l’arte del prestigiatore e accessori per provetti maghi si sono moltiplicati in tutto il mondo.28 Un altro luogo dove si potevano acquistare i libri magici probabilmente erano le fiere come ci ricorda Terpak parlando d e l l ’ i l l u s t r a t o r e Chéreau 29 a cui gli si attribuiscono le illu-strazioni di un libro magico:

It is quite pos-sible that Chéreau cre-ated this par-ticular blow book as a sou-venir item to be sold at the fair, or perhaps it was commis-sioned by a conjuror per-forming at the fair.30


Se siete curiosi di vedere come erano fatti i libri magici del XVIII secolo potete consultare il testo di Schulz, Poetiken des Blät-terns, tutto dedicato ai libri costruiti per meravigliare.31 In esso a p.463 è fotografato un libro di quel secolo.32 Nella biblioteca Gallica (Bibliothèque nationale de France), potete consultarne alcuni, uno dei quali è stato fatto risalire a quel periodo, (nella nota 34 troverete l’indirizzo per poterlo consultare o scaricare).



ALTRI MODI DI COMBINARE IL LIBRO. E ora solo per stuzzicare la vostra curiosità vorrei proporvi alcuni effetti che sono stati creati con lo stesso principio del libro magico:

Non ci pensi mai? E’ straordinario. Perché nessuno dei fotogrammi del film si sta davvero muovendo, giusto?Il caro vecchio Simplex fa i giochi di prestigio. Clic-clac. Acce-so-spento. Ora lo vedi, ora non lo vedi più. E tutte le volte che lo vedi, l’ occhio dice al cervello, che si sta muovendo. Ma non è così…”33

La citazione è tratta dal romanzo di T. Roszak,”FLICKER”, in esso si parla dell’effetto che possono fare le immagini in movimento, ricostruendo la storia del cinema e la sua archeologia con una prospettiva diversa, oserei dire magica/ ipnotica, arrivando a citare come precursore delle immagini in movimento un antico manoscritto che esiste realmente. Il Codex Palatinus germanicus 67, che dal 1470 è conservato nella Hei-delberg Library. In questo codice si descrive l’epica avventura di Sigenot e le immagini da una pagina e l’altra hanno piccole variazioni d’azione, sembrerebbe un antenato del flipbook, facendo scorrere le pagine, infatti, la storia potrebbe animarsi.34 In questo spazio non tratterò dei flipbook,35 però, cosa succederebbe se si combinassero insieme i due principi? Se si usasse il principio del libro magico con quello del flipbook, cosa ne uscirebbe? Ricky Jay spiega che forse già il libro magico descritto da Prevost nel 1585,36 poteva creare un primo movimento d’immagini, nella trasformazione delle figure dall’una all’altra.


Un altro bell’effetto che vive grazie a questa combinazione fu commercializzato da George Proust con le illustrazioni di James Hodges, nel 1988, il BILIS’S FLICK BOOK, un effetto di mentalismo veramente particolare, nel quale alcuni oggetti sono disegnati nel libretto, un oggetto è scelto liberamente da uno spettatore ed è preso da una mano che si anima, anch’essa disegnata nel libretto. La casa magica UDAY ha prodotto un libro FANTASY LAND che magicamente si colora e in più crea l’effetto del flipbook, il racconto con le immagini è quello della corda indiana e del bambino che scompare, che abbinato al racconto, rende l’effetto finale molto suggestivo.


Altri modi di utilizzare il libro magico37 si possono trovare nel lavoro curato da R. Jay The Magic Magic Book, purtroppo un’opera difficilmente accessibile, ma di grande importanza nell’evoluzione del libro magico a opera artistica. Sempre di non facile reperibilità, ma più accessibile economicamente è il flickbook nel set di Volker Humber, sorprendente, facendo scorrere le pagine si può assistere a differenti effetti ottici e trasformazioni. Vi consiglio di recuperare però l’effetto creato da John Brearley nel quale una collezione di francobolli compare all’interno di un libro magico vuoto, lo stesso effetto è descritto nel Tarbell in due versioni, la seconda versione è corredata di una presentazione poetica nel classico stile della prestigiatrice Dell O’Dell. 38 Sempre nel Tarbell c’è un effetto di John Booth nel quale un mago utilizza un album fotografico vuoto. 39 Un'altra presentazione molto interessante è di Sid Lorraine, The Fortune, in questo caso il prestigiatore utilizza una rivista patinata che tratta il tema di come fare soldi velocemente e mentre mostra la rivista di nuovo,

essa si riempie di banconote.


Se volete una deliziosa magia che ricorda i viaggi del tempo sullo stile di H.G. Wells procu-ratevi Making Time di Jim Steinmeyer.40 Senza contare che il principio della carta corta e lunga si è potuto applicare anche ad altri attrezzi del prestigiatore, come il mazzo di carte, sicuramente lo Svengali il più conosciuto sotto questo aspetto, e che è stato attribuito a Burling Hull il quale lo commercializzò nel ‘900. Da pochi anni è stato scoperto un antico manoscritto nel quale si descrive un effetto fatto con carte lunghe e corte: To make it so that the cards show on one side tarot cards, and on the other a low-valued card.40 Questo testo però retrodata la nascita di questo antico principio tra il XVIII e il XIX sec. Spero sinceramente che questo piccolo viaggio all’interno del libro magico vi abbia dato la possibilità di vedere questo strumento sotto un'altra luce. Grazie a chi mi ha seguito fin qui.


NOTE (SECONDA PARTE)


21) N. Roerich, Himavat, Diary Leaves, Kitabistan, Allahabad,1946, pp.227-228; N. K. Rerikh, A. Adamkova, Nicholas Roerich in Indian Journals, 1933-1946, Karnataka Chitrakala Parishath, 2000, p.44; cit. in P.C. Sorcar, Sorcar on Magic, Indrajal Pub., Calcutta, 1970; L.Siegel, Net of Magic. Wonders and Deceptions in India, The University of Chicago Press, 1991, p164; C. Williamson, Hidden in Plain…cit.pp.117,212 n.24.


22) C. Williamson, Hidden in plain ...cit. P.117. 23) R. Scot, The Discoverie of Witch-craft,London,1584, Cap.33.


24) …Ma poiché forse sarà difficile comprendere da questa descrizione, potrai (se lo desideri) avere un simile libro a poco prezzo al negozio di W. Brome da-vanti al sagrato della chiesa di S. Paolo. (l.t.). In R. Scot, The Discoverie of Witch-craft, ed. Dover, 1972, p. 195.


25) Attivo tra il 1577 e il 1591,William Broome, era situato nel sagrato della chiesa di Saint Paul,Londra, era conosciuto per aver pubblicato testi religiosi, edizioni di autori classici e trattati me-dici. (l. t.).; V.Huber, Geschichten…cit.p.15; F. Terpak, Blow Book…cit.p.253.


26) He was a bookseller and a dealer in magical appara-tus. He advertised for sale ”any of the Instruments re-lating to this Book [Whole art…],either in Silver,Brass or Wood”, and offered to give personal “at my House, near the Watch-house on Little Tower-Hill, Postern-Row, a Bookseller’s Shop”. In: T. H. Hall, Bibliography of books on conjuring in English 1580-1850, Shenval Press, London, p.32


27) Se avete timore di costruire il vostro Blow book come spiegato e dimostrato, potete comprarlo nel mio negozio in Little-Tower (l.t.). R. Jay, The Magic…cit.pp.8-9; F. Terpak, Blow Book …cit.p.253. H. Dean, Hocus pocus; or The whole art of leg-erdemain, in perfection. By which the meanest capacity may perform the whole without the help of a teacher.: Together with the use of all the instruments belonging thereto. : To which is now added, abundance of rare and new inventions. Print. Mathew Carey, Market-Street., Philadelphia, 1795, pp.19-20. R. Jay,The Magic Magic Book: An Inquiry Into the Venerable History & Operation of the Oldest Trick Conjuring Books, Designated "blow Books"…, Library Fellows of the Whitney Museum of American Art, 1994. 2 voll. F. Terpak in Blow Book…cit.cit. P.253.


28)Nella Londra del XVIII secolo, si potevano trovare i primissimi negozi di magia, tra cui quello di Mr Scott. (La figura qui a fianco riproduce la pubblicità del negozio di Scot, tratta dal London Star del 10 febbraio 1791) Già con i primi manuali di magia, le porte di quest’antica disciplina si erano socchiuse. Ma nella seconda metà del diciottesimo secolo, al 417 Strand di Londra, si poteva vedere un negozio di strani giocattoli, attrezzature semi-scentifiche, lanterne magiche, attrezzature di na-tura meccanica e giochi di prestigio. Il proprietario di questo strano negozio si chiamava John Scott.

Di John Scott ho raccolto gli articoli Londinesi che lo riguardano, esiste una poesia nella quale è citato la si può trovare in S. W. Clarke, The Annals…, cit., p.143; A. Boccia, “I Grandi Sognatori”, Anno II, (n.1/2). Un altro costruttore di apparecchi ottici e illusioni per prestigiatori, è Christopher Pinchbeck (1670-1732) costruisce macchinari ingegnosi come l’albero delle mele che cresce. Un altro venditore di apparati magici fu Thomas Denton famoso soprattutto per la traduzione in lingua inglese dei libri di Decremps. (T. Denton, The Conjurer Unmasked, London, 1785).


29) I Chéreau erano una famiglia di incisori, a Jacques-François Chéreau è attribuito un Blow book, C’est Icy le Grand Sauteur and Il Sigr. Polchinelle, 1770: Ricky Jay Collection; F. Terpak, Blow Book …cit.p.253-255.


30) F. Terpak, Blow Book …cit.p.255.


31) C. B. Schulz, Poetiken des Blätterns, Georg Olms Verlag, 2015. Questo testo è un approfondito studio sui libri creati con risvolti stupefacenti. In Italia P. Franchi, Apriti libro!:meccanismi, figure,tridimensionalità in libri animati dal 16. al 20. Secolo, Essegi, 1998. Un libro sulle curiosità editoriali è anche: M. Tomatis, La Magia…cit.


32) Dembour et Gangel (Metz), Le livre magique tombé de la lune 1500 ans avant la création du monde et retrouvé en 1853 http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6577283g; è stato citato anche in M.Tomatis, La Magia…cit. Un altro livre magique che potete visionare è un anonimo libro del XVIII secolo che potete trova-rea questo indirizzo : http://gallica.bnf.fr/ ark:/12148/btv1b105055784.r=livre%20magique Una descrizione di questo libro la si può trovare nel testo: B. M. Stafford, Artful science enli-ghtenment entertainment and the eclipse of vi-sual education, The MIT Press, Cambridge, Massachusetts, 1999, pp.89-90.


33) T. Roszak, La congiura delle ombre, Rizzoli, 2005, p.66.


34) Fouché Pascal ha descritto questo codice in rapporto al flipbook, cit. in: T. Gunning, The Transforming image …cit.pp.62- 63. Se siete curiosi di vedere co-me è fatto questo antico mano-scritto potete visitare la pagina:

http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/cpg67/0001.


35) Per la storia del Flip book vi consiglio di esplorare la pagina di Fouché Pascal (un vero appassionato), a questo indirizzo: http://www.flipbook.info/historique.php

Historique des Flip books


36) R. Jay, The Magic…cit.p.7; T.Gunning, The Transforming image …cit.p.59.


37) Trascuro volutamente in questa rassegna alcuni effetti di mentalismo che sono nel repertorio di molti professionisti per non arrecare loro un involontario disturbo.


38) J. Brearley, The Stamp Album,1926. J. Giordmaine e Dell O’ Dell in H. Tarbell, Tarbell Course in Magic, D. Robbins,& co., 1996,Vol.4, pp.51-55.


39) H. Tarbell, Tarbell..cit.pp. 55-62.


40) L’effetto di S. Lorraine lo trovate in S. Lorraine, The Fortune, “Hugard’s MAGIC Monthly”, Vol.XX,n.6,1963, pp.41-42; L’effetto di J.Steimeyer è in J.Steimeyer The Conjuring Anthology, Hahne, 2006, pp.30-37. Apparso per la prima volta nel mensile MAGIC Magazine, set.1992. Se volete fare uno scherzo ai vostri amici procuratevi una copia del libro: J.Penn & Teller, Cruel Trick for Dear Friends, Villard Books, 1989. Questo libro vi permette di far credere ai vostri amici che siete in possesso di un paio di occhiali che riescono a leggere delle pagine di un libro pieno di segreti, in realtà è un altro libro magico utilizzato in modo creativo. Altre idée per utilizzare il libro magico, potete trovarle in J. Marshall, Success Book, Magic inc., vol.2 e 4.



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C.B.Schulz, Poetiken des Blätterns, Georg Olms Verlag, 2015.


D. Schwenter, Deliciae physico-mathematicae: Oder Mathemat: und Philo-sophische Erquickstunden: Darinnen Sech-shundert dreyund Sechzig Schone, Liebliche und Annehmliche Kunststucklein, lustgaben und Fragen,... Wie solche uf der andern seiten dieses blats ordentlich nacheinander verzeichnet worden:..., Verlegung Jeremiae Dumlers, 1636.


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